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  • Nicola De Luca

Quaresima: tempo di vivificazione!

"Convertiti e credi al Vangelo!"

Leggi il testo del Vangelo di oggi: Mt 6, 1-6.16-18


Inizia oggi con il rito delle Ceneri la Quaresima.

Un cammino che non conduce al Venerdì Santo, bensì alla Resurrezione, al giorno di Pasqua.

Prima del Concilio Vaticano II, la formula che veniva usata durante l'imposizione delle ceneri suonava come una minaccia che incuteva terrore e paura di Dio: "Ricordati che sei polvere e polvere tornerai". Tutta la predicazione quaresimale - e purtroppo in moltissimi casi è ancora così - era improntata sulla penitenza e mortificazione. Queste cose non conducono a Dio, ma allontano l'uomo da Dio in quanto a nessuno piace il dolore, la sofferenza, la tristezza.

Una spiritualità incentrata su tutto questo non è una spiritualità evangelica, decisamente. Non troviamo, infatti, da nessuna parte nel Vangelo l'invito ad essere tristi. Siamo fatti per la gioia!

L'invito che, invece, ora ci viene rivolto mentre riceviamo l'imposizione delle ceneri è: "Convertiti e credi al Vangelo!". È l'invito a cambiare l'orientamento della nostra vita. A mettere al centro il bene degli altri, non il benessere egoistico ma il riconoscimento del valore dell'altro come fratello/sorella. Se faremo ciò, aderiremo alla Buona Novella, entreremo a far parte del Regno di Dio, quel regno/mondo nuovo che qui realizziamo nella condivisione e nel compiere il bene sopra ogni cosa.


Perché la cenere sul capo, allora?

È da sempre uso tra i contadini - anche oggi qualcuno lo fa - raccogliere la cenere della legna bruciata durante tutto l'inverno per poi, agli inizi della primavera, spargerla tra i campi. La cenere ha molte proprietà benefiche per il terreno, lo rinvigorisce. Ha una sorta di forza vivificante, intesa in senso simbolico.

La cenere, dunque, che riceviamo sul capo deve avere questo senso. Non una sorta di rito macabro che ci faccia pensare, per quaranta giorni e quaranta notti, alla morte. Piuttosto, grazie al tempo quaresimale che ci è donato, far crescere e rafforzare tutte le potenzialità di bene che già sono dentro ciascuno di noi.

Allora la Quaresima diventa un tempo vivificante, tant'è che conduce alla Pasqua di Resurrezione.


Ma veniamo al testo del Vangelo, proposto dalla Liturgia del Mercoledì delle ceneri!


Anzitutto dobbiamo chiederci: a chi vogliamo piacere? Quale riconoscimento cerchiamo, o meglio lo sguardo di chi cerchiamo su di noi?

È questa la chiave di lettura che ci fa comprendere bene quello che Gesù vuole trasmettere ai suoi discepoli.

Dentro ognuno di noi c'è il desiderio di essere ammirati o riconosciuti come brave persone dagli altri. Di per sé non è una cosa negativa. Lo diventa quando cadiamo nel pericolo di far accrescere il nostro orgoglio e, dunque, l'egoismo. Ancor di più quando i nostri gesti di bene eclatanti, umiliano gli altri. È un altro lo sguardo che dobbiamo cercare, quello del Padre che ci rende migliori. Gesù ci invita a ricercare lo sguardo del Padre nostro che vede nel segreto, se vogliamo ottenere la sua ricompensa. Ma cos'è questa ricompensa?

Certamente non è la forma egoistica di un conto in banca celestiale. Una sorta di ripostiglio in paradiso, dove troviamo conservate le nostre opere buone.

La ricompensa di cui parla Gesù è la gioia di assomigliare, sempre più, al Padre Celeste che è fonte dell'Amore. Non esiste gioia più grande di questa. Se pensiamo alla gioia che proviamo quando tentiamo di rendere fieri i nostri genitori, per somigliargli nello stile o nei loro insegnamenti, riusciamo a capire di cosa stiamo per intendere.

Tre elementi emergono dal testo, accompagnati da tre atteggiamenti che sono la proposta di uno stile: Elemosina, Preghiera, Digiuno - Segreto, Dio vede, Ricompensa.


Elemosina, Preghiera e Digiuno.

Ne tratteremo nei prossimi post.

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